Fini (Cia Modena): "Un buon risultato. Ora però occorre approvare al più presto il decreto legislativo sui controlli in materia di produzione agricola e agroalimentare biologica, riunendola in un unico testo di legge"

L’agricoltura senza prodotti chimici è in crescita anche nel modenese, un territorio che vanta 617 aziende complessive tra produzione e trasformazione, con un incremento nel 2016 del 7,3% e pari a quasi 13mila ettari di superficie

 “L’approvazione del disegno di legge sul biologico avvenuta in aula a Montecitorio è un buon risultato: ora il settore può diventare più forte e potrà essere in grado di rimuovere i punti di debolezza del sistema e di potenziare quelli di forza”.

Cristiano Fini, presidente della Cia di Modena, auspica che il buon risultato ottenuto alla Camera possa essere rapidamente confermato anche dal Senato. “Certamente è necessario un costante e attento lavoro di squadra tra istituzioni e rappresentanza economica per concretizzare l’ambizione della legge di far diventare la produzione biologica attività d’interesse nazionale con importante funzione sociale”, sottolinea Fini. L'agricoltura bio è in crescita anche nel modenese, un territorio che vanta 617 aziende complessive tra produzione e trasformazione, e una variazione del +7,3% sul 2015 (+16,4% sul 2014) e pari a quasi 13mila ettari di superficie. In base ai dati della Regione Emilia Romagna, inoltre, nei primi cinque mesi del 2016 le aziende agricole con produzione biologica dell'Emilia Romagna sono passate da 3.212 a 3.786. Le imprese che coltivano senza prodotti chimici, inoltre, sono più grandi di quelle tradizionali con una dimensione media di oltre 30 ettari contro i 14,5 della media regionale (dati censimento 2010).

In considerazione del fatto che la legge approvata dalla Camera opportunamente non prevede normative in materia di controlli dei prodotti, la Cia sollecita il Governo ad approvare il decreto legislativo sui controlli in materia di produzione agricola e agroalimentare biologica, riunendola in un unico testo di legge in attuazione della delega contenuta nella legge 154 del 2016. “Lo stesso Regolamento comunitario recentemente approvato – precisa Fini - mira a stabilire un quadro armonizzato a livello europeo per l’organizzazione di controlli ufficiali nell’intera filiera agroalimentare. La Cia - conclude Fini - attende che il nuovo decreto risolva, in primo luogo, le criticità riguardanti le relazioni tra Governo ed Ente di controllo e, in secondo luogo, si attui un sistema di coordinamento efficace fra l’autorità competente delegante e l’organismo di controllo, in grado di svolgere efficacemente sia l’attività di vigilanza che di prevenzione delle frodi e d’introdurre una reale semplificazione per tutto il sistema dell’agricoltura biologica”.    

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