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Imprese forestali, scatta l’obbligo di iscrizione al registro nazionale degli operatori e di tenuta della tracciabilità

motosega

La scadenza è fissata al prossimo 3 giugno

Per la imprese forestali scatta l’obbligo di iscrizione al registro nazionale degli operatori e della tenuta della tracciabilità. Con pubblicazione dell’apposita modulistica avvenuta lo scorso 4 aprile sul sito del Mipaaf, infatti, sono decorsi i termini per l’iscrizione di tutte le aziende che immettono sul mercato legno o prodotti da esso derivati. La scadenza fissata è quella del prossimo 3 giugno 2022.

L’iscrizione si fa esclusivamente online sul portale del Mipaaf utilizzando lo Spid individuale di ogni titolare dell’azienda allegando l’attestazione di pagamento di  20 euro. La conferma dell’iscrizione è da farsi ogni anno quando si intende commercializzare la legna o prodotti legnosi.

Per procedere all’iscrizione occorre fornire le seguenti informazioni:

denominazione, forma giuridica, ragione sociale, sede legale, recapiti comprensivi di indirizzi di posta elettronica, ordinaria e se disponibile Pec, Codice Fisale e Partita Iva, dati anagrafici del legale rappresentante

con riferimento al legno, denominazione commerciale e tipologia, regione italiana e, se possibile, località, quantità annuale, commercializzata e, se disponibile, controvalore in euro.

Per assicurare la richiesta tracciabilità ai prodotti immessi sul mercato (prevista dal regolamento UE n. 995/2010, noto come Reg. Ue Eutr) occorre che tutte le aziende si dotino di un apposito registro sul quale annotare le principali informazioni (autorizzazione/comunicazione, località, tipologia, quantità e estremi dell’acquirente).

Va evidenziato che l’obbligo di iscrizione al registro nazionale degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati è per tutti i soggetti che immettono sul mercato dei prodotti legnosi, escluso l’autoconsumo, conseguentemente l’obbligo di iscrizione sussiste per tutti i soggetti che rientrano in questa definizione, quindi non solo coloro che sono iscritti all’albo regionale, strumento che a breve verrà modificato per adeguarlo alle norme nazionali.

Contestualmente l’obbligo della tracciabilità, che sino a poco tempo fa era richiesto dai Carabinieri forestali solo in alcune province, diventa cogente per tutti gli operatori che immettono prodotti legnosi in commercio, anche in questo caso escluso l’autoconsumo. Pertanto gli interessati debbono munirsi dello specifico registro per evitare le pesanti sanzioni previste.

La sanzione per la mancata iscrizione al registro nazionale operatori va da un minimo da 500 a 1.200 euro, per chi non tiene il registro, o non lo conserva per almeno 5 anni, è prevista una sanzione che va da un minimo di 1.500 a un massimo di 15.000 euro.

L’ennesimo balzello burocratico che infiamma 

Appare evidente che questa norma trae origine da un Regolamento dell’Unione Europea approvato per contrastare il commercio di legno e prodotti da esso derivati di provenienza illegale, provenienti sia da Paesi Ue sia extra-Ue, non può trattare tutti alla stessa stregua, obbligando anche l’agricoltore che taglia il proprio bosco e che commercializza piccoli quantitativi ogni anno a degli adempimenti burocratici gravosi, quindi costosi in termini di denaro e di tempo, quanto inutili. Oltretutto prevedendo adempimenti annuali di non semplice esecuzione. In considerazione dei tempi a disposizione, del numero delle imprese potenzialmente coinvolte e della complessità della materia, la Confederazione si è attivata per chiedere un posticipo dei termini e le semplificazioni necessarie per far si che gli agricoltori che ancora operano in collina e montagna, assicurando la manutenzione del territorio e la presenza di un minimo di presidio e attività economica, possano continuare ad esercitare il loro difficile, oltre che faticoso, lavoro.  Nel contempo è opportuno che le aziende che con continuità commercializzano legname si adoperino per rispettare le norme ora vigenti allo scopo di evitare le sanzioni previste.

Con il conflitto in Ucraina ancora più difficile trovare personale nelle campagne

lavoratori agricoli

Fini, Cia: “Il Decreto flussi non ha soddisfatto tutte le richieste di lavoratori. Le imprese non investono in assenza di certezze per lo svolgimento delle operazioni colturali, a partire dalla raccolta di ortofrutta”

“Da mesi lanciamo l’allarme, ma i nostri appelli cadono nel vuoto. Tra pochi giorni inizierà il diradamento di alcune specie ortofrutticole e a seguire, nel giro di poche settimane, la raccolta di varietà  precoci e le imprese agricole devono già affrontare un’emergenza che si ripete da anni, ovvero la reperibilità di manodopera stagionale”.

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Crisi Ucraina, l’Unione europea sblocca i terreni a riposo

greening

ROMA – Dalla Ue arriva una prima risposta importante per garantire la sicurezza alimentare e aiutare gli agricoltori a fronteggiare gli effetti della guerra in Ucraina, stretti tra i costi alle stelle e le speculazioni sui mercati, con gli aumenti del 300% sui concimi e il raddoppio di mangimi ed energia. 

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Agriturismi, ristori attraverso un bando della Camera di Commercio

agriturismi

Sono stati pubblicati i Bandi della Camera di Commercio per l’erogazione di un ristoro destinato alle imprese soggette a restrizioni in relazione all’emergenza da Covid-19.

I Bandi pubblicati sono due: uno riguarda le imprese agrituristiche localizzate nei comprensori sciistici della Regione per le quali è previsto un contributo di 3.000 euro. 

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Danni da calamità in agricoltura a Parma, Reggio Emilia e Modena

Il ministero delle Politiche agricole avvia l’iter di raccolta domande

L’assessore Mammi: “Le imprese dei comuni colpiti potranno fare domanda di indennizzo. Premiato il lavoro dei nostri servizi”

Via libera alla procedura tecnica per l’erogazione degli aiuti alle imprese colpite. La presentazione delle domande entro il 24 gennaio esclusivamente tramite posta elettronica certificata

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Cia, bene l’iter che porterà allo snellimento delle pratiche

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Claudio Ferri

BOLOGNA – “La revisione del quadro normativo delle funzioni amministrative in un’ottica di semplificazione e sburocratizzazione è per noi un punto di arrivo imprescindibile. Un iter che Cia auspica breve e che risponde sostanzialmente a ciò che chiediamo da tempo: alleggerire le imprese dal peso della carta”.

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Sit-in dei frutticoltori davanti alla Prefettura di Bologna: consegnato al Prefetto Francesca Ferrandino un documento con le richieste al Governo

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Al presidio ha partecipato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi

BOLOGNA – Una delegazione di manifestanti da tutta la regione, in rappresentanza delle migliaia di frutticoltori emiliano-romagnoli si è data appuntamento il 25 ottobre in piazza Roosevelt a Bologna, davanti alla Prefettura, per partecipare al sit-in promosso da, Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri, Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci dell’Emilia-Romagna. Ha preso parte al presidio l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi.

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